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Kawasaki VN 1700 Voyager, per viaggi molto soft

Venerdì 8 Aprile 2011, 06:43 in Cruiser, Prove di

La Kawasaki VN1700 Voyager (19.590 euro) è decisamente nata per chi ama viaggiare comodo. Imponente, la Voyager è spinta da un generoso V-twin di 1700 cc che offre 73 cv di potenza massima a 5.000 giri e ben 136 Nm di coppia massima, già a 2.750 giri. La trasmissione finale è a cinghia: dunque, silenziosa e non richiede praticamente manutenzione; in particolare, è realizzata utilizzando la fibra di carbonio anziché il kevlar come materiale elastico: ciò si traduce in una resistenza alla trazione aumentata del 40%, pur restando sottile e leggera. Il motore è stato messo a punto per offrire un buono spunto nell'intervallo tra 80 e 113 km/h, persino in overdrive (le marce sono sei).

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Il primo approccio con la Voyager è all'insegna del rispetto: 400 kg circa messi su due ruote incutono un certo timore. Ma, come spesso mi è capitato con moto di questo genere, basta inserire la prima per capire che, quando è il motore a spingerla, la Voyager offre una facilità di guida (quasi) da bicicletta.

La posizione in sella è molto comoda, senza però risultare stancante dopo 150 km: la sensazione è di poter viaggiare per ore senza doversi fermare. Anche perché il parabrezza (fissato al telaio e non al manubrio per prevenire l'effetto vela) ripara completamente dall'aria, supportato dagli scudi che proteggono le gambe, apribili per quando la temperatura si fa mite. L'assenza di turbolenze consente di gustarsi la radio (o l'ipod: esiste un modello appositamente creato per la VN1700).

Il motore spinge in modo discreto, senza accelerazioni "strappabraccia" o riprese da cardiopalma. Del resto, qui è il turismo a dominare. Lo dimostrano i numerosi vani, tutti chiusi da serratura: il baule posteriore è da 50 litri (contiene due caschi integrali), i laterali da 38 litri, mentre i vani portaoggetti anteriori possono contenere piccoli oggetti e accessori (il sinistro contiene una presa per i-Pod).

Il modello in prova montava l'ABS e quindi era dotata del sistema K-ACT: l'azionamento della leva del freno anteriore e/o del pedale del freno posteriore, grazie a una sofisticata centralina e a un sistema idraulico, combina l'azione della pinza anteriore destra (quando si pigia il pedale) e della posteriore (quando si tira la leva) per modulare al meglio la potenza frenante. In pratica, la moto non si scompone mai. Che si scelga il pedale o la leva, o entrambe, si ha la (piacevole) sensazione di poter controllare la Voyager in frenata.

Infine, i consumi: con un pieno del serbatoio da 20 litri, ho percorso mediamente 280 km prima di vedere la spia della riserva.

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